domenica 14 gennaio 2018

Lascia che sia

Mi piacerebbe determinare non dico tre parole ma anche solo una parola per l'anno 2018. Temo però di non averla, anche se ho ben chiaro nella mia testa quello che davvero servirebbe per la mia vita.
Vorrei un po' di lentezza, fermarmi, guardarmi intorno, assaporare i minuti delle mie giornate. Quando mi fermo riesco a inquadrare il mio cuore, la mia essenza e riesco anche a scrivere. 
Non sono sicura di poter esprimere questa mia esigenza in una parola, cosa potrebbe essere? Lentezza, consapevolezza, amore per se stessi, cogliere l'attimo, guardarsi intorno? 
Mi piacerebbe essere più egoista, meno razionale e più istintiva, ma non sono sicura di riuscirci davvero, perchè tutte le volte che me lo riprometto non ci riesco, allora facciamo che non stabilisco nessuna parola. 

                          
L'istinto lo sa
Ecco il messaggio che invio a me stessa per quest'anno: lascia che sia, pensa ma non troppo, magari programma ma senza dannarti l'anima. E, quando la vita è distratta, afferra l'attimo, magari barando un po' con il destino. Cerca di fare quello che ti fa sta bene, accumula piccoli momenti quotidiani di benessere e se un giorno va male pensa che "domani è un altro giorno!"

E con questo finale da Via col vento vi chiedo: che messaggio inviate a voi stessi per il nuovo anno?

giovedì 4 gennaio 2018

Le intermittenze della morte e le mie letture dell'anno appena passato

Cosa accade in un paese quando la morte decide di scioperare?
Nessuno muore più e tutti esultano, in un primo momento, ma c'è davvero da esultare?
Forse la morte non è così negativa come a prima vista sembrerebbe, la morte fa ordine, mette fine all'angoscia, quando la vita non è più vita, quando la vecchiaia o la malattia riduce il corpo umano a un vegetale, allora la fine del corpo è una benedizione. Ma, se la morte non c'è, quella "non vita" diventa dannazione eterna, il vero inferno sulla terra per chi vegeta e per i suoi familiari. 
Potrebbe sembrare un romanzo triste e tragico, ma non è così, forse leggermente tragico sì, ma molte volte Saramago mi ha fatto sorridere con questo romanzo, paradossale e dissacrante, sulle avventure tragicomiche della morte (la signora "morte" assolutamente con la lettera minuscola), una morte che sciopera per dare una lezione all'umanità, ma che, nello stesso tempo, si tormenta e forse diventa donna e si innamora di un uomo. Ma non voglio fare spoiler...

                                                        

Tra i buoni propositi del 2017 c'era la lettura di un libro del premio Nobel per la letteratura Josè Saramago e io, arrivando sul filo del rasoio, ho completato la lettura di questo libro all'alba del 2018.
Un romanzo senza regole sulla punteggiatura, sulle lettere maiuscole e minuscole, sui dialoghi surreali. Ma un premio Nobel può fregarsene di certe regole ... ciò che conta è la storia, l'ironia, la pietà nei confronti dell'umanità troppo presa dalle proprie paure precostituite.
Quest'anno ho letto ben 40 libri, questo sarebbe stato il numero 41, ma è diventato il numero 1 del 2018. Le mie letture sono cresciute molto negli ultimi anni, un po' per la versatilità degli eBook che mi consente di leggere sfruttando i tempi morti nel corso della giornata, un po' per la curiosità di leggere gli autori che amo, ma anche i libri dei blogger che seguo e le ultime novità da cui mi lascio attrarre.

Ecco, di seguito, le mie letture dell'anno appena trascorso.


LETTURE 2017
1. Buck e il terremoto di Serena Bianca De Matteis e autori vari 
2. Il gabbiano Jonathan Livingston di Richard Bach (rilettura)
3. Ragione e pentimento di Sandra Faé 
4. Buck di Serena Bianca De Matteis 
5. L'amore è una sorpresa di Maria Cristina Sferra
6. Nessuno come noi di Luca Bianchini 
7. Dieci piccoli respiri di K.A. Tucker
8. 9 giorni di Gilly Macmillan
9. Ragionevoli dubbi di Gianrico Carofiglio
10. Un piccolo infinito addio di Emily Pigozzi 
11. 3A investigazioni di Ariano Geta
12. 99 giorni di K.A. Tucker 
13. I love my spy di Sadie Jane Baldwin
14. Ogni singola cosa di Monica Brizzi
15. Il mio vento di primavera di Emily Pigozzi
16. Insieme nel buio di Marco Freccero
17. Non fidarti del buio di Emme X
18. L'inevitabile crudo destino di Riccardo Moncada 
19. Come se fossimo già madri di Silvia Algerino
20. Storie di gatti Autori vari a cura di Bianca De Matteis 
21. L'ultimo giro di valzer di Morena Fanti e Marco Freccero 
22. Vita e riavvita di Nadia Banaudi 
23. Le ragazze silenziose di Eric Rickstad 
24. Un giorno perfetto per uccidere di Mario Mazzanti
25. Figlia dei fiordi di Sandra Faè 
26. A modo mio di Viola Raffei
27. Non uccidere di Mario Mazzanti
28. Non voglio che te di Tiziana Iaccarino
29. I 444 scalini di Mario Mazzanti
30. Il metodo del coccodrillo di Maurizio De Giovanni 
31. Il pittore degli angeli di Cristina M. Cavaliere
32. Le perfezioni provvisorie di Gianrico Carofiglio 
33. La regola dell'equilibrio di Gianrico Carofiglio 
34. Sai correre forte di Giovanni Venturi 
35. Le tre del mattino di Gianrico Carofiglio
36. La follia del mondo di Marco Freccero
37. Come un Dio immortale di Maria Teresa Steri
38. I bastardi di Pizzofalcone di Maurizio De Giovanni 
39. L'amore non crolla Autori vari (Buck e il terremoto)
40. È stato breve il nostro lungo viaggio di Elena Mearini

L'ultimo romanzo, in particolare, mi ha folgorata: incuriosita da una recensione su una rivista, ho scaricato l'ebook e l'ho letto quasi di corsa, molto bello. 

E voi che libri avete letto quest'anno? 

lunedì 1 gennaio 2018

In ogni caso nessun desiderio

Ho smesso da tempo di desiderare semplici oggetti. Non ricordo esattamente quando questo è accaduto, mi sono resa conto però che se dovessi indicare a qualcuno un regalo da farmi non saprei bene cosa dirgli, i miei desideri sono tutti immateriali.
Forse non è del tutto vero, qualche desiderio materiale esiste ancora, ma niente che si possa regalare.
Questa premessa serve per dirvi che all'inizio di un nuovo anno sono sempre un po' in imbarazzo perché non so bene cosa desiderare, non so cosa sperare e cosa augurarmi. Soprattutto perché ogni volta che spero che qualcosa avvenga questa puntualmente non si realizza. Piccola o grande che sia.
                                        

Esiste una sorta di imponderabilità nella vita che nessun programma, precauzione o impegno potrà mai sovvertire. Forse per questo amo la scrittura, perché nella pagina scritta accade qualcosa di meno imponderabile, con la scrittura riesco a dare una direzione alla storia, non sempre è precisa e come la vorrei, ma una piccola spinta riesco a darla. L'unica direzione in cui sono sovrana almeno per un periodo e solo finché non scrivo la parola "fine".
Non pensavo di scrivere un post subito così all'inizio di questo 2018, pensavo addirittura di prendermi una pausa dal blog, poi però ho aperto il computer, dopo una settimana di lontananza, ed è sgorgato un capitolo nuovo di una storia e il mio umore nero, dovuto a una fine d'anno non facile, si è un po' rischiarato. I miei post saranno d'ora in poi un po' più liberi, forse senza nesso, forse o forse no, perché non voglio ingabbiarmi in percorsi obbligati. 
Buon anno a tutti e vi auguro di realizzare ogni vostro desiderio non espresso, quelli che non sapete ancora di avere.

martedì 19 dicembre 2017

Auguri

                                   

È stato un anno difficile, pieno di cambiamenti e di angoscia e ambasce...però ora, proprio mentre scrivo, sto mettendo un punto al mio anno lavorativo, mi concedo tre giorni di stacco tra Natale e capodanno (giorni che ho faticato a ottenere e sono rimasta sospesa fino alla fine) e quindi cercherò di riposarmi, evviva. 
Sotto altri aspetti è stato anche un anno di piccole soddisfazioni, sono usciti due miei libri: quello con la Butterfly Edizioni e quello "giallo" in autoproduzione, entrambi, a loro modo, mi hanno regalato intense emozioni. Ci sono state anche due presentazioni una a Milano e una a Firenze e, libri a parte, sono state belle esperienze anche per le relazioni amichevoli che si sono create. Un mio racconto "felino" è entrato a far parte di una antologia solidale e anche questa è una bella cosa. Ho letto molto, ben 38 libri anche se non sono riuscita a leggere Saramago, come mi ero ripromessa ma l'anno non è ancora finito, chissà.
Bando alle ciance! Cari amici vi auguro buon natale e soprattutto buon anno nuovo, perché Natale è un giorno solo ma l'anno è composto da 365 giorni...
Auguri.
                                      


domenica 17 dicembre 2017

Cronaca di un giorno speciale

 
Firenze  - La Fortezza
Vi racconto questo giorno finché ho ancora tutte le sensazioni vive dentro di me.
Prendo il treno da Bologna alle 14.30 circa e arrivo a Firenze alle 15.00, pensavo di fare una passeggiata e di arrivare a piedi alla libreria ma piove e, non conoscendo bene l'ubicazione della libreria, decido di prendere un taxi, così arrivo alle 15.30 circa, è troppo presto e decido di fare un giro nei dintorni di venti minuti per guardarmi attorno. 
La libreria si trova in un posto molto particolare, è via delle vecchie carceri, il titolare della libreria LiberPop ci spiegherà la storia di quel luogo, le vecchie carceri sono state ristrutturate dal comune e trasformate in case popolari, quell'edificio è stato anche un convento di clausura per alcuni anni. Oggi è un luogo dall'atmosfera suggestiva, la foto sopra spero renda l'idea. 

                                                                         
                          
     

Dopo il mio giro perlustrativo mi trovo davanti a un bar chiamato "Caffè letterario" e dato il nome in tema mi fermo subito, prendo un caffè e intanto leggo un eBook sul cellulare, poi quando sto per andare in libreria incrocio Stefania Romito, consulente letteraria del CENTRO LEONARDO DA VINCI di Milano che si è fermata anche lei al bar e così ci rechiamo insieme alla Libreria Nardini Bookstore - LiberPop.
                                                                          
       
Tutto è pronto per la nostra presentazione, ma siccome abbiamo ancora un po' di tempo approfittiamo per chiacchierare con Ennio Bazzoni, il titolare della libreria, che ci parla del suo amore per i libri, della storia di quel posto magnifico e dell'impegno e della passione che comporta la gestione di una libreria.
Ed eccoci alla presentazione, quando arrivano i clienti della libreria io mi rendo conto che tra poco dovrò parlare e ricomincio a sentire l'ansia addosso, anche se la presenza di Stefania mi tranquillizza. 
Poi comincia l'intervista da parte di Stefania, io ho la voce che mi trema. Nonostante mi sia riletta, più volte in questi mesi, la nostra intervista, mi sembra di avere la mente vuota poi però mi riprendo e comincio a parlare con più sicurezza. Alla fine il pubblico interviene con diverse domande ed è proprio bello poter parlare dei miei personaggi, del processo che accompagna la mia scrittura, della passione che mi fa andare avanti nonostante la mancanza di tempo e la fatica.
Vi lascio con il video registrato dal marito di Stefania e che lei ha poi ha sapientemente mixato e sfumato. Anche se non c'è tutta la serata vi rende l'idea.



Vorrei ringraziare Stefania Romito, Ennio Bazzoni e tutti coloro che hanno partecipato alla mia presentazione. 


venerdì 15 dicembre 2017

Presentazione a Firenze

                                                     
Se abitate a Firenze oppure se passate da quelle parti oggi, venerdì 15 dicembre, alle 17 e 30, alla libreria LiberPop via delle vecchie carceri, presento il mio libro Fragile come il silenzio. Questa presentazione doveva essere fatta lo scorso settembre assieme a un altro autore, poi è stata rimandata perché l'altro autore si è ammalato. Questa nuova presentazione prevede solo la mia presenza ed è concomitante con un evento della libreria abbinata agli auguri di Natale. Non mi dilungo oltre, sono piuttosto emozionata all'idea e mi prende anche una certa ansia, spero che vada tutto bene e che vi possa raccontare tutto al più presto, se l'evento non viene rimandato di nuovo, se non dirottano il treno, se non perdo la voce e le parole, se...

domenica 10 dicembre 2017

Racconto di Natale

Un amico conosce la melodia del nostro cuore e la canta quando ne dimentichiamo le parole. C.S. Lewis

I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA

racconto di Giulia Mancini



-    Ma perché non facciamo una bella vacanza tra donne per Natale?

Sono a casa mia con Agnese, la mia amica di sempre, la conosco dai tempi del liceo. Stiamo prendendo un tè, è un sabato pomeriggio di un malinconico autunno. Lei mi sembra particolarmente affranta negli ultimi tempi. Mi butta lì questa proposta con l’aria di chi ha seguito solo l’istinto e non ci ha pensato troppo.

-    Una vacanza, bellissima idea, ma riesci a spostarti per Natale? E la tua famiglia? Come fai? E poi, dove andiamo?

Agnese sembra pensarci un po’ e poi propone:

-   Andiamo in Toscana a fare un giro per i borghi medioevali e magari ci fermiamo in un albergo con la SPA.

-   Per Natale?

-   Proprio per Natale mi è impossibile, ma nel lungo week end dell’Immacolata?

La osservo, gli anni su di lei sono passati come una scure impietosa, i capelli, una volta di un brillante color miele, adesso sono secchi e opachi. Gli occhi sempre cerchiati da occhiaie, le rughe tracciano dei solchi profondi intorno alle labbra che troppo poco si stirano in un sorriso.

A vent’anni era bellissima, quando camminava per strada nessun uomo poteva fare a meno di voltarsi a guardarla. Io ero sempre indispettita da quella situazione, tutte le volte che eravamo insieme diventavo trasparente.  Mi sentivo sempre il brutto anatroccolo. È strana la vita, a vent’anni di distanza io sembro quella di sempre, non bellissima, forse graziosa, ma il mio viso e il mio fisico sembrano rimasti uguali, forse qualche leggera ruga di espressione, ma niente di più. Tutti mi dicono che non dimostro i miei quarant’anni, ma molti meno. Come è possibile? Cosa fanno gli anni alla nostra vita?

Per fortuna l’amicizia che ci ha sempre legato è rimasta immutata. Malgrado tutto, senza rughe.

-   Ti farebbe bene una vacanza Agnese, hai l’aria stanca.

E farebbe bene anche a me. Penso. Negli ultimi tempi non faccio altro che lavorare, mio marito fa lo stesso e nel fine settimana finiamo per andare a mangiar fuori e poi dormire sul divano. Vorrei fare qualcosa di diverso, anche senza di lui. A volte mi chiedo se il nostro matrimonio ha ancora senso, senza quei figli che non sono arrivati nonostante i nostri disperati tentativi. Poi quando lo guardo, capisco che non potrei stare con nessun altro. Siamo in perfetta simbiosi e ci amiamo. Di quell’amore pacato che non brucia più, ma tiene al caldo e fa sentire al sicuro.

Agnese annuisce.

-   È così, te l’ho proposto proprio per questo. Negli ultimi tempi i problemi familiari hanno preso troppo il sopravvento su di me. Ho fatto da infermiera a papà per un lungo anno finché la malattia non se l’è portato via. E tutto il resto della famiglia ha continuato a gravare sulle mie spalle. Mio marito ha continuato con la solita routine casa – lavoro. I ragazzi con la scuola e le loro attività, sempre lì, attaccati al telefonino. A volte li guardo e mi sembrano alieni, li ho generati io? Mi sento svuotata. Ho bisogno di staccare da tutto.

Le faccio una carezza.

-   Sono adolescenti. Magari eravamo così anche noi. Sentiamo anche Francesca e Marta? Sarebbe bello ritrovarsi noi quattro come una volta, anche solo per pochi giorni.

Mi viene in mente Francesca che, causa fidanzati stronzi e ristrettezze economiche, a 40 anni non si è ancora mai fatta una vacanza decente, l’anno prima tre giorni a Rimini con me le sono sembrati una vacanza strepitosa!

E Marta? Sarà difficile, fa il magistrato e lavora giorno e notte. Non sono sicura che possa chiedere qualche giorno di ferie, però quest’anno l’otto dicembre cade di venerdì, sono tre giorni e magari si può attaccare il lunedì.
Gli amici sono parenti che vi scegliete da soli. E. Deschamps

Per un momento un ricordo mi attraversa la mente. Noi quattro davanti alla statua del Nettuno, il nostro solito punto di ritrovo nel centro di Bologna.

È estate e siamo tutte vestite con pinocchietti bianchi o di jeans, canottiere provocanti e sandali infradito; abbiamo finito gli esami della sessione estiva dell’università e stiamo per partire per le vacanze, insieme a Formentera. Siamo felici e ci sembra di avere il mondo in mano, ci guardiamo e notando di essere vestite allo stesso modo scoppiamo a ridere divertite. Allora ci sentivamo come le quattro amiche del telefilm “Sex and the city” solo che la city non era New York, ma Bologna.

Rido a quel ricordo e spiego ad Agnese il perché. Lei sorride, ma una piega amara le si dipinge sul volto.

-    Non lo sapevamo di essere felici allora. Non lo sapevamo che quelli erano i migliori anni della nostra vita.

-    Eh no, Agnese. Sei troppo depressa, bisogna agire. La nostra vita non è mica finita. Abbiamo tante cose belle. Tu hai un marito che ti ama e due splendidi ragazzi, forse un po’ egoisti come tutti gli adolescenti, ma proprio per questo ti meriti una vacanza anche da loro. E io…beh anch’io non voglio lamentarmi troppo, ho un marito adorabile, anche se forse troppo pantofolaio negli ultimi tempi e un lavoro che nonostante mi succhi il sangue mi gratifica ancora.

Agnese scoppia a ridere e, all’improvviso, ritrovo quella luce negli occhi che sembrava aver perso.

-    Ti adoro Livia, sai sempre vedere il bicchiere mezzo pieno!

Annuisco e afferro il cellulare, mando un messaggio sul nostro gruppo WhatsApp intitolato “4 amiche al bar”, lo usiamo per organizzare i nostri ritrovi periodici, la tecnologia è servita molto negli ultimi anni per mantenerci in contatto.

“Ragazze, io e Agnese abbiamo pensato di andare via, noi quattro, per il ponte dell’immacolata, meta una SPA in Toscana con tour enogastronomico. Se prenotiamo subito, magari troviamo dei prezzi super economici. Cosa ne dite?”.

Dopo pochi secondi arriva la risposta di Francesca “Magari! Io ci sto, vi do carta bianca”.

Marta non risponde subito, ma dopo dieci minuti arriva anche la sua risposta.

“Questa è telepatia, stavo pensando che avrei proprio bisogno di una breve vacanza. Il ponte è il momento ideale!”

Sorrido soddisfatta.

-    Agnese organizzo tutto io, cerco sui siti un albergo con centro benessere e poi vi aggiorno attraverso WhatsApp. Provo prima in provincia di Siena, ma andrà bene anche da qualche altra parte in Toscana, l’importante è stare insieme.

È strano, ma già l’idea di partire con loro mi fa scoppiare il cuore di entusiasmo. Ripenso a noi quattro e alle vicende della nostra vita che hanno avuto percorsi differenti e a tratti molto difficili, ma non ci siamo mai perse. Anche questa capacità è una ricchezza.

-    Siamo fortunate. Non è da tutti mantenere le amicizie dei vent’anni. Trovo che sia una cosa bellissima – esclamo.

Agnese sembra riflettere, la vedo sorridere, finalmente di un sorriso pieno, le rughe intorno agli occhi sembrano distendersi e una nuova luce rende il suo viso più radioso. Ritrovo la mia amica e la sua antica bellezza.

Questo è il mio racconto di Natale e, a proposito di Natale, approfitto per segnalarvi che è on line in ebook e cartaceo la terza antologia solidale degli amici di Buck, L'amore non crolla, i ricavi saranno devoluti a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Questo è il link di Amazon

Terza antologia solidale